La Nostra Storia

La storia della nostra Bottega (è così che tutti quanti l’abbiamo sempre chiamata) ha inizio nel 1959, infatti apre i battenti il 25 aprile del 1959.

La famiglia Piagneri, composta da babbo Galileo, mamma Lida, ed i giovanissimi Ivo, Aldo ed Ivana, lascia la propria terra, le proprie radici ben ancorate nel paesino Parlascio, posto nelle colline Pisane a due passi da Casciana Terme.

Si lasciano alle spalle la campagna del dopoguerra e dell’alluvione, lasciando la fornace Galileo e la vita di massaia e brava cuoca di paese Lida, mentre Ivo, Aldo ed Ivana si portano dietro quelle poche cose necessarie per trascorrere i primi tempi alla meno peggio, ma animati da gran voglia di lavorare.

I primi tempi sono duri, “dormono tutti e cinque nel retrobottega”, la bottega appunto, niente di più di una fiaschetteria dal vin buono e per gente semplice e verace.

Lida da brava cuoca di campagna, parte da quello che riesce a fare meglio, e porta in dote i piatti classici di terra, tanto amati nell’entroterra pisano. Ma il livornese apprezza da subito questa cucina semplice e ruspante.

I ruoli sono ben definitivi, Galileo (dal quale nasce l’insegna della Trattoria) si occupa della mescita e dei fiaschi “del vino bono”, Lida in cucina insieme ad Aldo, il primo dei figli ad innamorarsi dei fornelli, Ivo e Aldo si occupano del servizio.

La vita è dura, non ci sono i giorni di riposo, non ci sono le ferie, si lavora tutti i giorni a pranzo e cena, ma ormai l’amore tra questa famiglia di pisani ed i livornesi è scoppiato, il passo da fiaschetteria a trattoria è davvero breve, tutta la famiglia lavora con dedizione e tanta passione.

Gli anni trascorrono e le soddisfazioni sono tante, i livornesi e non solo si appassionano alla nostra bottega divenuta ormai un punto di riferimento della cucina labronica, infatti nel tempo la cucina di terra, la cacciagione, lasciano spazio alla cucina marinaresca sempre più richiesta.

Negli anni settanta la prima svolta, Ivo appassionato di fotografia, inizia a collaborare con “Il Tirreno” in qualità di fotoreporter, ottiene la tanto desiderata “tesserina” che gli consente di accedere a quello che in quegli anni è il locale cult, “la Bussola del Bernardini” in Versilia, quasi ogni sera la sua passione sfrenata per la fotografia e per il mondo dello spettacolo, lo porta ad andare alla Bussola; chiusa bottega, si mette alla guida del suo Maggiolone e va a fare i suoi scatti ed i suoi brevi reportage. Il giorno seguente, nella sua camera oscura, sviluppa le foto e le porta a Il Tirreno.

E’ in questi anni che il legame tra Ivo, la Trattoria da Galileo ed il mondo dello spettacolo si fa forte, sono gli anni in cui dalla Bussola transitano i più grandi nomi della musica , solo per fare alcuni nomi Mina, la più presente, Celentano, Raffaella Carrà, nomi internazionali tra i più gettonati, e tutti pian piano vengono a far visita alla Trattoria da Galileo di Livorno.

Da questa scintilla la trattoria diviene meta del mondo dello spettacolo, dal grande Claudio Villa, ad Enzo Tortora, Maurizio Costanza, Vittorio Gasmann ecc. ecc., basta gustare tutte gli innumerevoli quadretti con foto e dediche appesi all’interno del ristorante per capire il via vai.

Nel frattempo, contemporaneamente al passare del tempo e con lo scemare della moda della Bussola, Ivo diviene sempre di più il patron della Trattoria da Galileo e si appassiona sempre di più al mondo dei fornelli, la sorella Ivana lascia il ristorante, i genitori si fanno anziani, il fratello Aldo decide di dedicarsi maggiormente alla famiglia e lascia.

E così Ivo, che nel frattempo ha due figli, la maggiore Letizia e Leonardo il più piccolo, e la moglie Alessandra, decide di mettersi “ai fornelli” e puntare dritto, con la sua tenacia e passione, sulla cucina di mare, arricchendo ogni giorno la trattoria con il suo tocco, rendendolo un locale unico e rendendolo la patria del Cacciucco alla Livornese.

Ed ecco la seconda svolta, nel 1988 la Buitoni “la fa grossa!”, esce uno spot interpretato da Diego Abatantuono (la leggenda dice che il regista dello spot sia il livornesissimo Paolo Virzì) nella quale si pubblicizza il Cacciucco in busta congelato!

Ivo, insieme al sindaco di Livorno di allora, Gianfranco Lamberti e altri ristoratori storici livornesi, cavalca la notizia e contrattacca, rivendicando il piatto e la genuinità dello stesso, si alza un grande polverone, Il Cacciucco è ormai salito agli onori della cronaca nazionale.

Bene, Livorno è ormai inevitabilmente, Quattro Mori, Triglie alla Livornese, Ponce alla Livornese e…Cacciucco, come diceva Ivo, “Il Cacciucco con le cinque C”.

Il successo della Trattoria e di Ivo con il proprio Cacciucco è impressionante, irrefrenabile, appassionante, il Cacciucco di Galileo si afferma anche oltre confine, i mass media di allora coniarono per Ivo l’appellativo di “Re del Cacciucco”, e per la trattoria “Tempio del Cacciucco”, arriva anche la presenza su la Guida Michelin.

La bottega è ormai un punto di riferimento per cucina labronica, Ivo (partecipe negli anni di innumerevoli trasmissioni televisive) nel 2007 porta il “suo” piatto alla Prova del Cuoco di Antonella Clerici, e vince la sfida contro quello che, a nostro parere viene definito in modo improprio, il Cacciucco alla Viareggina.

La vita va avanti, come del resto la bottega, Ivo è anche coadiuvato, oltre che da ottimo staff di cucina, in primis dalla figlia Letizia ed a seguire dal figlio Leonardo.

Il resto è storia recente, all’alba del 20 aprile 2009 Ivo ci lascia improvvisamente, ma non prima di aver festeggiato (un mese prima rispetto alla vera scadenza) 50 anni di attività ininterrotta.

Alessandra, Letizia e Leonardo, ereditano la sua passione e tenacia, ed ancora oggi la Trattoria da Galileo è viva più che mai!

Famiglia Piagneri